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“ES EVENTI”: un ciclone pieno di vita che valorizza il nostro territorio. Stampa E-mail
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Scritto da Carmine Mainiero   
28/03/2011 alle 10:21
Cultura, arte, sociale, turismo, economia, crescita collettiva ed individuale gli obiettivi fondamentali!
logoeseventi.jpgAriano Irpino - Un ciclone nell’Irpinia ha portato aria di freschezza e di rivoluzione. La “ES Eventi” rappresenta da mesi una realtà concreta nello sviluppo di attività artistiche e culturali, dando vita a tradizioni e musiche. Essa non è solo un’associazione, è un’insieme di idee volte a migliorare la qualità delle circostanze in cui viviamo. La promozione e la rivalutazione del territorio, come risultato di diverse persone, idee, pensieri e culture per lo sviluppo dell’economia, sono gli obiettivi principali alla base dello scopo sociale. L’apporto di pensieri giovani rende l’associazione flessibile e innovativa nello svolgimento di qualsiasi tipo di manifestazione...(LEGGI TUTTO)
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Ultimo aggiornamento ( 01/04/2011 alle 12:50 )
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Per fare l'albero ci vuole il seme... Stampa E-mail
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Scritto da Big wave   
27/03/2011 alle 18:13
Per fare  l’albero ci vuole il seme...

panchina_russoanzani.jpgAriano Irpino - Vi racconto una storia, che sa di ricordi anche un po infantili se volete ma , alla fine è una bella storia. Il titolo l’ho rubato al testo di una vecchia canzone, Scritta da Rodari,  musicata da Bacalov e cantata dal grande Endrigo. Una storia verde, una storia ecologica che ci da un grande insegnamento. Correva l’anno 2005 e ad Ariano Irpino si stava costruendo una strada che collegava il centro storico del paese con la sempre più crescente periferia, gli addetti ai lavori la chiamavano “bretella” io la definisco una sorta di “sciarpa”adagiata sul collo del paese che, percorsa con le auto permetteva di arrivare in pochi minuti nel centro storico, ai  pedoni invece dava la possibilità di fare una bella passeggiata ammirando un panorama stupendo. Fin quì niente di nuovo ma, il problema arrivò quando a fermare l’avanzate delle ruspe ci pensò un cipresso, si un albero che sbarrava il lavoro degli ingegneri, Il cipresso infatti si trovava al centro esatto della carreggiata (non per colpa sua...), la maestosa pianta era  lì da vari decenni e si ergeva maestosa, elegante quasi perfetta nei suoi colori  e forma.  Per molti Arianesi era un pò il simbolo di Ariano Irpino, infatti molti pittori per rappresentare il paese nei loro quadri non esitavano a dipingere quello scorcio ove lo splendido albero magnificamente si faceva ammirare...(LEGGI TUTTO)
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Ultimo aggiornamento ( 02/04/2011 alle 08:50 )
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Ariano si ferma, è il giorno del Santo Patrono. Fede e devozione sul tricolle Stampa E-mail
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Scritto da Gianni Vigoroso   
23/03/2011 alle 09:03
santottone_2.jpg
 Ariano Irpino - Ricorre la festività di Sant’Ottone La città si inchina , scuole e uffici chiusi, celebrazioni come da giornate festive nella basilica cattedrale. E’ una delle ricorrenze più attese dell’anno essendo forte il legame e la devozione degli arianesi al santo eremita a cui di recente è stato anche intitolato l’ospedale cittadino. Alle nove la prima messa nel duomo dedicato alla vergine dell’Assunta,  poi alle undici ed infine  alle diciotto e trenta la solenne celebrazione alla presenza delle varie autorità cittadine.  Un evento che purtroppo quest’anno non vedrà la presenza in cattedrale del vescovo Giovanni D’alise, a riposo per un infortunio subito dopo una caduta accidentale venerdì scorso al centro pastorale giovanile San Francesco...(LEGGI TUTTO)

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Ultimo aggiornamento ( 23/03/2011 alle 16:08 )
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Un fuoco, la musica, la gente e poi c'era lei: la luna... Stampa E-mail
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Scritto da Big wave   
20/03/2011 alle 15:27
Un fuoco, la musica, la gente e poi c’era lei : la luna...


pict1102.jpgSi,  ieri sera ho condiviso insieme a tante altre persone bei momenti, spaccati di vita di un placido vivere comune. Il 19 marzo si sa, dalle mie parti (Ariano Irpino) si perpetua un rito che sa di antico : il falò di San Giuseppe,  (da queste parti lo chiamiamo “faòne”) una pira di legna e fascine che, alle prime ombre della sera viene data alle fiamme. Un rito che si perde nella notte dei tempi, una sorta di fuoco liberatorio che immolava il passato freddo inverno al cielo, augurando allo stesso tempo una imminente primavera pregna di messi rigogliose, (almeno all’inizio era cosi...). Ieri sera presso la piccola stazione ferroviaria di Ariano Irpino ancora una volta “il faòne” grazie agli abitanti della zona, ha illuminato la piccola piazza della stazione. Un’emozione sempre uguale ma sempre bella, il riflesso della fiamma che ardeva, disegnava sul volto degli anziani uno stupore mai sopito e gli occhi dei bambini curiosi si illuminavano  di gioia dal color di stelle. Gli abitanti della zona, avevano invitato un gruppo musicale che, con le sue canzoni  dal sapore antico,faceva seguire ancor di più come ammaliati, la danza delle fiamme.  Una serata dal sapore antico, accompagnata da bicchieri di vino e odore di arrosto, le voci sommesse tra abbracci di vecchi amici e vecchi ricordi, tra sguardi fugaci di giovani e sorrisi più o meno accentuati.   Ad acuire quei bei momenti, ieri sera c’èra anche lei, si, appesa come in un quadro vivente, lei... la luna, piena  di luce più che mai, faro nel cielo scuro., ieri sera era vicina, i bambini infatti giocavano, chiudendo un occhio cercavano di apporre la sua immagine tra il pollice e l’indice come un cerchio luminoso da poter tenere tra le dita, (...a dire il vero l’ho fatto anche io ed era bellissima quella sensazione, ancora una volta ho capito che i bambini vedono più lontano di noi...). Certo, avrei potuto scrivere su tante altre cose che accadono ma, ho preferito raccontarvi questa piccola storia, un’emozione che insieme ad altri ho vissuto, la incastonerò tra i ricordi più belli che ho, sperando che a qualcuno di voi lasci un po di quello che ha lasciato a me, un frammento di fuoco,musica, gente e  lei, la luna...

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Ultimo aggiornamento ( 20/03/2011 alle 20:54 )
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Italia 150 | Ariano Stampa E-mail
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Scritto da Marco Ciano   
17/03/2011 alle 16:53
scattidabrigante.jpgIn queste ore diversi affermano che noi meridionali abbiamo poco da festeggiare. Certo, le differenze restano, e sono anche notevoli. Però, pensando alla classe politica meridionale del tempo, spesso mediocri nobili, capisco anche i tanti errori commessi durante il processo di unificazione e post. D'altronde come non capire la classe politica meridionale di oggi?

Devo esservi sincero, a me piace questa ricorrenza dell'Italia unita. Anzi, spero si possa istituzionalizzare nel tempo. Non amo il patriottismo romantico, ancor meno il nazionalismo. Credo che il  concetto di Italia unita, più in generale di Stato unitario,   debba legarsi ad una manifestazione valoriale  del vivere comune, del con-dividere.  Avere in comune. Mi dispiace molto constatare questa posizione debole, principalmente da parte delle più alte cariche del Governo,  nei confronti della Lega Nord. Le loro sono dichiarazioni assolutamente  assurde.

Resta l'obbligo morale e civile, per tutte le Istituzioni, a qualsiasi livello,  trasmettere ai propri cittadini i valori fondanti della nostra società. L'effetto palio, contrada, campanile, risulta limitante nella sfera del progresso comunitario.

Se è vero che gli avvenimenti storici generano valori, è anche vero che si comette un delitto non ricordarli, soprattutto nel rispetto delle nuove generazioni.

Non mi piace questo status tutto arianese di aridità culturale. Ariano, teatro di importanti avvenimenti nel corso del processo di unificazione, licenzia in silenzio questo 17 marzo. E pensare che all'entrata del municipio sono collocati i busti di Francesco De Sanctis e Pasquale Stanislao Mancini, figure di primo piano dell'Italia unita.

La mancata proclamazione del governo provvisorio nell'Ariano filoborbonica, la cacciata del vescovo Caputi, la rivolta antigaribaldina con la strage di contrada Scarnecchia, sono solo alcuni importanti avvenimenti che hanno scritto le pagine più interessanti della storia risorgimentale irpina. Un occasione persa per la memoria della nostra comunità. Dei nostri giovani. Ma forse ha ragione il mio amico Vinciguerra, ad Ariano c'è ancora un forte sentimento filoborbonico. Essenzialmente anacronistico. Mediocre.  Ahimè!
 
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Ultimo aggiornamento ( 19/03/2011 alle 11:27 )
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