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LE CONFIGURAZIONI DI EROS Stampa E-mail
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Scritto da fenix   
13/03/2010 alle 10:40
L'amore dovrebbe essere composto da un attaccamento fisico, dallo stimolo del gioco, da amicizia e da romanticismo, non dissociabili. Se il crudo desi derio non si concilia con una condivisione di affetti, facilmente potrebbe tramutarsi in un rapporto di possesso, di potere, di conflitti che a sua volta porta alla dipendenza e al delitto. Per contrastare l'emergere crescente della violenza, le donne dovrebbero soprattutto chiedersi chi amano e in che modo vengono ricambiate, quale tipo d'incontro è stato costruito nel tempo.La TV torna a sfavore, proponendo un unico modello femminile, giovane, bello, svestito, disponibile. Null'altro può essere la donna? Il sesso può arricchire la vita ed essere un luogo di comunicazio ne, se la donna non viene umiliata dal maschilismo feticista che la riduce a tette e chiappe. I modelli di uomo oggi rappresentativi della “normalità”, anche attraverso i protagonisti di film di successo, sono mostri o fessi. L'eros è morto senza più alcuna speranza di resurrezione e termini come seduzione, fascino, corteggiamento, sono diventati privi di senso. Eros è sempre l'omaggio a un sogno; memoria e modelli esemplari su cui si regge la poesia, la letteratura, il cinema, le indagini sulla psiche. E' il sentimento di chi guarda indietro; il ricordo che riaffiora da un diario riletto, di un incontro anche breve e casuale, la tensione da un'aspettativa, l'alchimia di due anime. Una serata in un locale elegante, la conversazione in sintonia seduti a un caffè. Un desiderio rimasto sospeso, un flashback lontano nel tempo, una curiosità insoddisfatta, un'occasione perduta, una scena immaginata, un possibile irrealizzato. L'educazione impartita durante la prima infanzia è condizio nante. I genitori rifiutano dimostrazioni di affetto fisico ai maschi perchè i sentimenti di tenerezza non sono “maschili”, viceversa una ricettiva sensibilità potrebbe valorizzare la virilità. Il simbolismo maschile rimane la guerra e la violenza. Oggi credo che nemmeno si cerchi un nuovo equilibrio tra i generi, per una necessaria ridefinizione del sé identitario, per una complementarità tra “nuovi” uomini e “nuove” donne. Ricordando che esiste una varietà di modi di essere “uomini” e “donne”, riequlibrando sbilancia menti. Potrebbe soccorrere proprio un confronto di personali testimonianze di vita: vicende vissute, emozioni ricostruite in un diario per mettersi a confronto verificando somiglianze e diversità. La dominanza, la competizio ne, la passività con cui si accetta di diventare “oggetti” perpetueranno le varie forme di violenza fisica e morale, e ogni appello, sia pure autorevole, risulterà vano.




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